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Roma. La Massoneria nella Storia d'Italia Einaudi. Alessandro Cecchi Paone: «È importante. Ma non basta. Bisogna trovare un testimonial.
La chiesa? Ha il primato storico di stare sempre dalla parte sbagliata...»
È stato presentato ieri nella sede del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani,
a Villa Medici il Vascello il nuovo volume della Storia d'Italia Einaudi (Annali 21),
curato da Gian Mario Cazzaniga, ordinario di Filosofia Morale all'Università di Pisa
e che alla Massoneria aveva già dedicato un bel saggio dal titolo "La religione dei Moderni".
La chiave di indagine di questi 31 saggi è quella di capire come la Massoneria, dalle sue
origini mitiche, attraverso il templarismo e il rosacrucianesimo, abbia influenzato le
pagine più importanti della cultura europea con i suoi ideali e i suoi valori preideologici
di fraternità, libertà ed uguaglianza. Dal deismo razionalista inglese, all'illuminismo,
dall'idealismo tedesco alle rivoluzioni francese e americana. E non solo. «Non minore
è la sensibilità massonica sul problema della formazione delle nuove generazioni e dei
nuovi gruppi dirigenti. Non è casuale che il Grand Tour, con cui un giovane concludeva
la propria formazione socio-culturale scendendo verso Roma, sia spesso parallelo ai
circuiti culturali massonici. Né è casuale che molti classici del pensiero pedagogico moderno,
da Pestalozzi a Fichte, fossero liberi muratori». E ancora: Voltaire, Goethe, Mozart,
gli Illuminati di Baviera, Napoleone e quell' "esperienza di riformismo illuminato nel
secondo settecento in cui le logge tendono a diventare laboratori in cui si addestrano i
consiglieri del principe e da cui provengono, in parte non piccola, i letterati, gli
artisti e i musicisti dell'epoca". Addirittura il "luogo genetico della politica moderna"
sono le logge se è vero come è vero che "liberalismo, repubblicanesimo, democrazia trovano
nelle logge dell'Europa, continentale e insulare, dibattito e diffusione". E le pagine
culturali di Pascoli, Carducci, D'Annunzio. Infine, ovviamente, il Risorgimento Italiano
con Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi e la classe dirigente tutta dell'Italia liberale,
fino all'avvento del fascismo. Con Cazzaniga gli studi di Fulvio Conti, docente di Storia
all'Università di Firenze, giù autore di una storia della Massoneria per Il Mulino,
Anna Maria Isastia, docente di Storia Moderna all'Università di Lettere della Sapienza di
Roma, anche lei autrice di numerosi saggi sulla Massoneria, Marco Novarino, Giuseppe
Giarrizzo, Accademico dei Lincei e preside della facoltà di filosofia di Catania,
Antonio Panaino (Università di Bologna, sede di Ravenna). E ancora: Pierre-Yves Beaurepaire,
Francesca Fedi, Gerardo Tocchini, José Antonio Ferrer Benimeli (Massoneria e Religioni),
Daniele Menozzi, Giovanni Miccoli, Francesca Sofia, Charles Porset, Vincenzo Ferrone,
Piero Del Negro, Helmut Reinalter, Renato Pasta, Calogero Farisella, Anna Maria Rao,
Tullia Catalan, Ferdinando Cordova, Francesca Vigni, Fabio Martinelli, Santi Fedele,
Gerardo Padulo, Barbara De Poli.
La serata rientra in un ciclo di incontri del servizio biblioteca curato da Dino Fioravanti
e che ha già ospitato due premi nobel (la Mentchu e la Montalcini), esponenti religiosi
(il Dalai Lama e il Rabbino Capo Di Segni) ed importanti giornalisti e docenti universitari.
Con Gian Mario Cazzaniga, Giovanni Carli Ballola dell'Università di Lecce e Giuseppe
Talamo, presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento.
Per il Gran Maestro Gustavo Raffi si tratta di un riconoscimento importante che proviene
dal mondo della cultura e testimonia il consolidamento e l'apprezzamento per la scelta
avviata da tempo dal Grande Oriente d'Italia per far conoscere i valori di cui è portatore,
le proprie finalità e, in particolare, quelle di formare le coscienze agli ideali di pace,
tolleranza e libertà". Presente all'incontro anche Alessandro Cecchi Paone.
«Ben vengono iniziative culturali di questo tipo, di altissimo
profilo e livello. Ma io sono un esperto di comunicazione
e devo dire che la situazione è grave. Il grande pubblico spesso
non conosce la storia generosa, bellissima di questa istituzione.
Non sa che le pagine più importanti della nostra storia, della storia della modernità
sono intrecciate con la storia della Massoneria. A Montecitorio ci viene
fatta vedere la targa della visita di Karol Wojtyla. Si tace delle decine
di quadri e bassorilievi che raccontano della Massoneria del secolo scorso,
dei nostri padri fondatori, tutti massoni. Da questo punto di vista
la Massoneria deve recuperare immagine e credibilità. Deve rivendicare
con orgoglio il proprio passato e il proprio ruolo quando appena l'altro
ieri su Repubblica è ancora una volta associata a nefandezze, alla gestione
del potere per il potere. A livello di comunicazione serve un testimonial
che domani dichiari ai giornali: io sono massone. Per dimostrare che i massoni
non sono loschi figuri, non lo sono mai stati. Per dimostrare che sono
persone pulite, per bene. Ecco, per esempio: pensate se lo facesse Totti.
Se Totti subito dopo il rigore avesse dichiarato la sua appartenenza.
Domani tutti si dimenticavano Gelli e la P2. Per me questo serve: un testimonial
che giri l'Italia. La Massoneria oggi si sta accreditando, giustamente,
a livello universitario, accademico, culturale. Ma è un pubblico d'élite. Non basta.
Dopo l'uscita del Codice Da Vinci, l'Opus Dei ha chiesto ed ottenuto tre minuti
senza contraddittorio al termine del Tg1. Una cosa ignobile, perché si sono dipinti
come un'organizzazione quasi umanitaria. Loro. Madre Teresa di Calcutta, per intenderci.
E sono cattolici, cioè nemici del nostro Paese, ieri come oggi sempre dalla parte
sbagliata, ieri contro la scienza e il pensiero, oggi contro la ricerca scientifica
e le libertà individuali. La Massoneria lo ha mai fatto? Ha mai chiesto quello spazio
dopo il Tg1 per presentare il proprio lato buono, e io sono convinto che ci sia solo
il lato buono, al grande pubblico? Insomma, per chiudere: ben venga la ricerca
storica che documenta con attenzione l'importanza della Massoneria nel Risorgimento,
nell'Italia liberale, ben vengano i saggi sul lato noetico e conoscitivo, ma non
bisogna rimanere imprigionati nel giudizio positivo di una minoranza di studiosi,
mentre il resto degli italiani è disinformato ed ignorante».
Mauro Cascio
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