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Sezze. Giorgio Stabile: «I comunisti e la "Memoria divisa"». Il libro che ha pretese scientifiche ma che invece è solita ritrita propaganda

«Il libro "La Memoria smarrita. Saccucci, fascisti e servizi segreti nell'assassinio di Luigi Di Rosa" inizia con una citazione significativa: "La verità è partigiana". A tale assunto l'opera rimane fedele». Da queste considerazioni preliminari parte il giudizio di Giorgio Stabile. «Nelle prima pagine si asserisce che il MSI è stato parte del potere invisibile con i servizi segreti ed ha svolto i lavori sporchi del sistema e si chiede ai dirigenti di AN provenienti dal MSI di mettere a disposizione della magistratura il tanto che inevitabilmente sanno sull'eversione. Il Comizio di Saccucci a Sezze diventa un raid squadristico teso a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica visceralmente anticomunista. La magistratura scagiona Saccucci con una sentenza assolutoria della Cassazione e l'autore del libro chiosa che il dovere di cercare la verità, a tutti i costi, è stato, come sempre, eluso e parla di colpo di spugna e di sostanziale impunità dei colpevoli della morte di Luigi Di Rosa. Il libro che ha pretese scientifiche ma che non fa che ripetere la più trita propaganda comunista, dimenticando che erano gli anni delle spie sovietiche, dei terroristi delle BR che si addestravano in Cecoslovacchia. Cosa che domani i relatori, alla presentazione del libro, non diranno».

Mauro Cascio


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