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Latina. Ma la Globalizzazione non piace a tavola. Il 96% degli
italiani vuole mangiare tipico. Una nuova iniziativa di FIPE e Arsial
La globalizzazione non piace, almeno a tavola: il 96% degli italiani, infatti, scende in campo
a difesa della cucina tipica da riscoprire e rivalutare, e per il 73% i piatti tipici sono "migliori"
degli altri per sapore, genuinità e sicurezza alimentare.
È quanto emerge da un indagine svolta da CIRM su incarico di FIPE (Federazione Italiana Pubblici
Esercizi) e Arsal- Regione Lazio.
A tavola siamo legati alle tradizioni territoriali (oltre il 71% delle famiglie consuma almeno una
volta alla settimana un piatto tipico della zona in cui risiede) ma i segni di una "non cultura alimentare"
sono ancora evidenti: il 5% della popolazione non conosce un "prodotto tipico" o lo confonde con il "biologico",
e ancora più allarmante è il quadro nei luoghi di consumo di prodotti tipici. Solo l'8%
del campione intervistato individua nel ristorante il luogo per consumare prodotti tipici,
mentre per 30 italiani su 100 è in casa che si può più facilmente mangiare secondo tradizione.
Per rilanciare il ruolo del ristorante come canale di promozione e valorizzazione della
cultura alimentare del territorio e delle produzioni tipiche locali, FIPE e Arsial
lanciano il progetto per la certificazione dei ristoranti tipici. L'iniziativa, che parte
da Roma, ha l'obiettivo di garantire i consumatori italiani e stranieri su qualità del
servizio e tipicità della cucina attraverso un marchio (la "T" di tipico) e un disciplinare
che fa leva su proposta gastronomica, servizio, comunicazione e igiene.
Oggi in Italia 2700 ristoranti si "dichiarano" tipici (ma meno della metà lo sono davvero)
per un fatturato complessivamente stimato in 1500 miliardi di lire. Negli ultimi 5 anni
il numero è cresciuto del 60% ed il fenomeno è risultato particolarmente interessante
in Piemonte e Lombardia. Nel Lazio si contano poco più di 400 ristoranti tipici, con un volume
d'affari di 200 miliardi di lire; l'assenza di un sistema di certificazione non ha consentito
finora di valorizzare il ruolo della ristorazione tipica sia come baluardo della tradizione
enogastronomica locale che come vetrina per la promozione e commercializzazione dei prodotti
tipici del territorio. I consumatori, infatti, esprimono un elevato indice di gradimento
(92 risposte su 100) verso la possiiblità di acquistare prodotti tipici direttamente nel
ristorante. L'obiettivo dell'iniziativa FIPE-Arsial è di certificare entro i prossimi tre mesi
100 ristoranti romani per arrivare, nel corso del 2002 a 300 ristoranti nel Lazio. È il
primo passo verso una rete autentica di ristoranti tipici in Italia.
Mauro Cascio
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