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Latina. Articolo 18. I Radicali: «Il Governo non deve arretrare di un solo millimetro. Basta con il tutelare
gli interessi di pochissimi privilegiati»
«Se Cofferati minaccia, il Governo non deve arretrare di un solo millimetro». Durissima
la posizione dei Radicali su chi mette in discussione le libertà delle imprese e
quella che è stata definita "libertà di assunzione".
«È l’ora di avere chiare due cose. In termini di metodo, che non può spettare a questo sindacato
il compito di stabilire quali temi possano essere iscritti e quali debbano essere cancellati
dall’agenda politica del paese. In termini di merito, che le posizioni di Cofferati
inchioderebbero l’Italia ad una politica regressiva e antisociale, fatta per preservare
sacche di privilegio che devono invece essere messe radicalmente in discussione.
Si proceda, dunque: sull’art.18 (dopo che, due anni fa, proprio la sciagurata scelta
astensionista di Silvio Berlusconi consegnò una vittoria a questo sindacato), sul mercato
del lavoro e sulle pensioni.
Dopo anni di risse o di compromessi opachi, è finalmente l’ora di un conflitto trasparente.
Ciò di cui, tra l’altro, nei paesi liberali, a cominciare dall’Inghilterra, si è
sempre avvantaggiata la sinistra riformatrice, respingendo i veti e le prepotenze delle
componenti massimaliste, demagogiche e, in ultima analisi, ferocemente conservatrici».
Intanto 196 parlamentari di ogni famiglia politica, di slancio, in un fazzoletto di ore,
hanno deciso di depositare alle Camere le "25 proposte di legge liberali, liberiste e
libertarie" promosse da Radicali italiani, riconoscendo come in questi mesi si sia
materialmente sottratta ai cittadini la stessa nozione della esistenza di questa iniziativa.
Mauro Cascio
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